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I luoghi più belli e suggestivi da visitare a Castellammare di Stabia con la relativa distanza dal Relais Varano

Piccolo cenno storico sulla città di Castellammare di Stabia

Castellammare di Stabia, un tempo conosciuta come Stabiae, fu abitata da Greci, Etruschi e Sanniti che, discendendo dai monti dell’Irpinia e del Sannio, conquistarono la pianura campana. Questi ultimi costituirono una lega tra tutte le città vesuviane conquistate e scelsero come capitale Nuceria Alfaterna, che sorgeva nelle attuali zone di Nocera Inferiore e Nocera Superiore. Sotto la dominazione sannita, Stabiae fu dotata di una propria cinta muraria e di un piccolo porto che, sopraffatto dal più grande porto di Pompei, rimase sempre di importanza marginale. Tutt’intorno alla città fortificata furono costruite numerose fattorie che, con il passare del tempo, si trasformarono in piccoli borghi.
Nel corso della Guerra Sociale la città fu assediata da Lucio Cornelio Silla e solo in seguito a un lungo assedio, durante il quale non fu combattuta alcuna battaglia, Stabiae si arrese. Silla si era limitato ad attendere al di fuori delle mura cittadine che la mancanza di acqua e cibo conducesse la città alla resa.
Quella che un tempo era stata una città fortificata fu distrutta e mai più ricostruita. Al suo posto, grazie al suggestivo panorama e alla ricchezza di acque, l’antica Stabiae divenne rinomato luogo di villeggiatura per i ricchi patrizi romani. Lussuose ville dotate di complessi termali, piscine, palestre e piccoli templi, furono costruite nella zona e decorate con dipinti che ancora oggi risultano essere tra i più interessanti dell’arte romana.
Nel 62 d.C. Stabiae fu scossa da un violento terremoto ma, sebbene numerose costruzioni rimasero lesionate o addirittura rase al suolo, la vita della città non fu in alcun modo compromessa. Fu avviata quasi immediatamente la ricostruzione di ciò che il terremoto si era portato via ma, ancor prima che questa venisse ultimata, Stabiae si trovò a dover affrontare il più potente nemico contro cui abbia mai dovuto combattere. Il maestoso Vesuvio, che per secoli aveva offerto ospitalità a numerosi insediamenti, borghi e cittadine, si rivoltò contro di loro.
Il 25 Agosto del 79 d.C. Stabiae, insieme a Pompei ed Ercolano, scomparve nel nulla, sepolta sotto una fitta coltre di cenere, lapilli e pomici. Tuttavia, a causa dei numerosi terremoti che avevano scosso la zona negli anni precedenti all’eruzione, molte ville si trovavano in fase di ristrutturazione, motivo per cui a Stabiae ci fu un numero limitato di vittime. Tra le più illustri ricordiamo Plinio il Vecchio che, giunto a Stabiae per osservare più da vicino l’eruzione, morì molto probabilmente avvelenato dai gas tossici sulla spiaggia.
In seguito alla distruzione di Stabiae ad opera del Vesuvio gli abitanti scampati all’eruzione, ormai privati delle proprie abitazioni, costituirono un villaggio lungo la costa che, proprio grazie all’eruzione, appariva ora molto più protesa nel mare rispetto a quanto fosse in passato. Questo nuovo villaggio entrò a far parte del Ducato di Sorrento e furono proprio i sorrentini che costruirono un castello sulla collina nei pressi di Pozzano, per difendere il ducato dalle incursioni barbariche. Affacciato su un’altura di circa 100 metri sul golfo di Napoli, il Castello era rivolto verso il mare ed era dunque chiamato Castello sul mare (o da mare) e quindi Castello a Mare. E’ nel 1086, tuttavia, che compare per la prima volta in un documento il nome di Castrum ad mare.

  1. Scavi di Stabia (distanza 450 Mt) 

    Gli scavi archeologici di Stabia hanno restituito i resti dell'antica città di Stabia (in latino: Stabiae), nell'area dell'odierna Castellammare di Stabia, presso la collina di Varano, oltre a un insieme di costruzioni che facevano parte del suo ager. La campagna di scavi iniziò nel 1749, durante il regno di Carlo di Borbone tramite cunicoli, mentre per delle indagini ordinate e sistematiche a cielo aperto bisognerà attendere il 1950, anno a partire dal quale fu centrale l'opera del preside Libero D'Orsi.

    Di dimensioni minori rispetto agli scavi di Pompei e di Ercolano, permettono di osservare un diverso aspetto dello stile di vita degli antichi romani: infatti, mentre le prime due località erano delle città, Stabia, dopo un passato di borgo fortificato, era in epoca romana un luogo di villeggiatura, in cui furono costruite numerose ville residenziali decorate con pitture e abbellite con suppellettili; non mancavano, tuttavia, ville rustiche.

    Gl scavi archeologici hanno riportato alla luce solo una piccola parte dell'antica città: sono visitabili la Villa San Marco, Villa Arianna e il secondo complesso; certa è l'esistenza di altre ville, come quella denominata del Pastore o di Anteros ed Heraclo, ancora parzialmente o completamente interrate, mentre altre ancora sono totalmente inesplorate: nella zona dell'ager stabianus (così veniva chiamato all'epoca dai romani il territorio che ricadeva sotto l'influenza di Stabia e che comprendeva oltre alla cittadina stabiana anche i territori degli attuali comuni di Sant’Antonio Abate, Santa Maria la Carità, Gragnano, Casola di Napoli e Lettere), sono presenti una cinquantina di costruzioni tra ville d'otium e ville rustiche. 

    Villa Arianna: la villa romana di Stabia  

     




    è la villa romana più antica di Stabiae, risalente al II secolo a.C. La Villa Arianna è situata ad ovest della collina di Varano, in posizione panoramica; occupa un'area di circa 14.000 metri quadrati di cui attualmente scavati e visitabili sono soltanto 2.500 metri quadrati. La Villa Arianna di Stabia deve il suo nome al grande affresco raffigurante un soggetto mitologico rinvenuto sul muro di fondo del triclinio. Villa Arianna fu indagata quasi completamente in epoca borbonica, in un periodo che va dal 1757 al 1762. La Villa Arianna, secondo quanto emerso dagli scavi, ha una planimetria molto articolata, frutto di continui ampliamenti della struttura e per questioni di comodità viene divisa in quattro sezioni: l'atrio, gli ambienti termali, il triclinio e la palestra. La Villa si estende longitudinalmente sul ciglio della collina in senso est-ovest, permettendo a tutti gli ambienti residenziali di sfruttare in modo ottimale le caratteristiche paesaggistiche del territorio stabiese. Per arrivare alla Villa Arianna di Stabia si consiglia di prendere la circumvesuviana e scendere alla stazione di Via Nocera di Castellammare di Stabia. Di li raggiungere a piedi Via Passeggiata Archeologica (circa 20 minuti) oppure prendere il bus n°1 rosso. Proseguendo per Via Passeggiata Archeologica si raggiunge dopo alcune centinaia di metri un'altra villa romana: la Villa San Marco.ustiche. 

  2. Terme Stabiane (distanza 1,4 Km) 

    Le Nuove Terme, situate sulla collina denominata del Solaro, nei pressi della frazione di Scanzano, progettate dagli architetti Cocchia, Iossa, Mazziotti e Sbriziolo sono state inaugurate il 26 luglio 1964 e si estendono su una superficie di oltre 100 000 m². Questo complesso è composto da due settori: l'edificio dedicato alle cure terapeutiche e il parco per le cure idroponiche.

    L'edificio per le cure è uno dei più attrezzati e moderni d'Europa: si praticano fisioterapia, medicina iperbarica, massaggi, fanghi, inalazioni con l'ausilio delle acque solfuree, riabilitazione, cure dermatologiche, cure estetiche e cure ginecologiche. Il parco idropinico invece permette di praticare quella che viene chiamata l'idroterapia, ossia bere il tipo di acqua consigliata per la cura di specifiche patologie (sono presenti 24 sorgenti di acqua), passeggiando nel parco. Oltre alla sala dove sono presenti la maggior parte delle acque stabiesi, il parco, finemente curato e aperto solo durante il periodo estivo, offre una ricca programmazione, sia al mattino, sia la sera, di concerti, cinema all'aperto, mostre e congressi.

  3. Lungomare di Castellammare di Stabia (distanza 1,9 Km) 

    Il lungomare di Castellammare di Stabia, dopo molto anni di incurie, è stato di recente riallestito e ora abitanti e turisti possono godere nuovamente di una vista straordinaria su tutto il golfo di Napoli.

    Particolari e simpatici i mosaici che a intervalli regolari compaiono sulla pavimentazione e sono diventati uno dei simboli della città. Il lungomare è anche ricco di attività come pub e locali, mentre le giostre per i più piccoli lo rendono adatto anche alle visite in famiglia. 

    Al centro si trova una cassa armonica dove sovente si tengono concerti, e ci sono anche fontanine con l’acqua di Castellammare, leggermente frizzante

     

  4. Vecchie Terme (distanza 3,1 Km) 

    Le caratteristiche chimiche, biologiche ed organolettiche delle acque di Stabia, nonché le loro proprietà cliniche, derivano dall'elevata articolazione dei substrati geologici che esse attraversano. Come detto, nell'area territoriale il substrato di base è calcareo, così come caratteristico dei Monti Lattari e della valle del Sarno. Su tale substrato, l'attività effusiva del Vesuvio ha depositato materiali piroclastici di diversa natura e granulometria. Per tale ragione, le acque derivanti possono essere classificate in solforose, bicarbonato calciche e medio minerali.

     

    Acque Solforose

    Acqua Muraglione
    Acqua sulfurea
    Acqua Sulfurea Carbonica
    Acqua Sulfurea Ferrata
    Acqua Stabia
    Acque Bicarbonato Calciche

    Acqua Acidula
    Acqua Ferrata
    Acqua Magnesica
    Acqua Media
    Acqua Pozzillo
    Acqua San Vincenzo
    Acque Medio Minerali

    Acqua Acetosella
    Acqua della Madonna
    Acqua San Giacomo
    Acqua Rossa
    Acqua Ferrata

  5. Funivia del Faito (distanza 1,9 Km) 

    La funivia del Faito è un impianto funiviario che collega la città di Castellammare di Stabia con il monte Faito, dal quale la funivia prende il nome.
    La funivia del Faito venne aperta al pubblico il 24 agosto 1952 con lo scopo maggiormente turistico di collegare il Monte Faito con la linea costiera: la stazione a valle venne ubicata a Castellammare di Stabia, nei pressi della stazione ferroviaria della Circumvesuviana, sulla ferrovia Napoli - Sorrento, creando già all'epoca un ottimo interscambio tra treno e funivia.

     

    Attualmente la funivia del Faito è in funzione dal 1 aprile al 31 ottobre; tuttavia, qualora la Pasqua cada nel mese di marzo, l'apertura viene anticipata al sabato santo.

  6. Palazzo Farnese (distanza 2,1 Km) 

    Nel 1566 don Ottavio Farnese, duca di Parma e Piacenza, dal 1541 signore di Castello a Mare di Stabia decise in seguito alle suppliche dei cittadini, di assicurare alla città un degno luogo per la sede della Corte del Governatore. Così la scelta cadde su un vetusto e antico casamento ad un piano, situato tra il Duomo e la strada Coppola. Dopo numerose ed ingarbugliate vicende, nel 1820 vi fu trasferita la sede dell’Amministrazione comunale, Nell’anno 1871, su progetto dell’Arch. Luigi d’Amora, la casa comunale fu ingrandita ed abbellita. Agli inizi del ‘900 fu costruito il secondo piano e rifatto lo stucco esterno, con il torrino laterale. L’Amministrazione comunale vi restò ininterrottamente sino all’ottobre del 1964, quando fu deciso il passaggio nei locali dell’ex Banca d’Italia (attuale Banca Stabiese) e il Palazzo Farnese fu abbandonato per circa un ventennio. Trascorso tale periodo il Palazzo Farnese dopo degna ristrutturazione è tornato ad ospitare la sede del Comune. 

  7. Castello (distanza 3,2 Km) 

    Dopo la distruzione di Stabiae ad opera del Vesuvio, alcuni abitanti del luogo scampati all’eruzione, tornarono alle loro vecchie abitazioni, ormai distrutte, per recuperare oggetti e denaro: furono questi che costituirono un villaggio lungo la costa, la quale grazie all’eruzione era diventata molto più protesa nel mare rispetto al passato. Questo nuovo villaggio, che viveva soprattutto di pesca ed agricoltura, entrò a far parte del Ducato di Sorrento: furono proprio i Sorrentini che costruirono un castello sulla collina nei pressi di Pozzano, per difendere il ducato dalle incursioni barbariche. In questo periodo, intorno all’anno 1000, precisamente nel 1086, si ritrova per la prima volta in un documento il nome del villaggio, ossia Castrum ad Mare, molto probabilmente derivante dal fatto che il castello si trovasse nei pressi a picco sul mare.


    Durante il Medioevo Castellammare di Stabia venne conquistata dagli Angioini, i quali ingrandirono il castello. Successivamente, dopo una breve parentesi sotto il dominio degli Svevi, la città passa sotto il controllo gli Aragonesi, che, oltre all’ingrandimento del porto e alla costruzione di possenti mura di cinta, portarono a compimento la costruzione di un palazzo reale sulla collina di Quisisana, utilizzato dai reali per i loro soggiorni nel periodo estivo. L’importanza del palazzo era tale che Giovanni Boccaccio ne fa l’ambientazione per una novella del Decameron, precisamente la sesta del decimo giorno.

  8. Reggia di Quisisana (distanza 3,2 Km) 

    Quisisana è situtata sull'omonima collina, a quasi 100 metri di altezza, tra le frazioni di Scanzano e Pozzano.

    La storia della piccola frazione di Quisisana inizia all'epoca degli Svevi, quando questi decisero di costruirvi un palazzo reale adibito a residenza estiva (a m 173 s.l.m.). Vista la salubrità dell'aria e la bellezza del posto, se si frequentava la zona si riteneva che si potesse guarire da tutti i mali, da qui il nome Quisisana. Secondo altri, la costruzione della villa risalirebbe invece ai tempi degli Angioini, e precisamente di Roberto d'Angiò, che l'avrebbe edificata nel 1310; ingrandita più volte, fu particolarmente amata da re Ladislao I e da sua sorella Giovanna II che scamparono alla peste che imperversava a Napoli soggiornando qua. Provvista di uno splendido parco, fu successivamente abitata dagli Aragonesi e poi dai Borboni che la restaurarono ed abbellirono. Garibaldi la usò come ospedale per i suoi uomini. Nel corso degli anni vi è stata un susseguirsi di costruzioni di ville di varia architettura: si ricorda la villa Franca, Villa Angelina e Villa Vollono e Villa Petrella.

     

     

    Oggi la frazione di Quisisana è frequentata per i suoi boschi e per alcuni eventi che si svolgono all'interno del parco della Villa Reale. A novembre di ogni anno tra i sentieri del Quisisana si svolge Corsa podistica nei Boschi Reggia di Quisisana (Memorial Nino Forte) di 10 km organizzata da A.S.D. G.P. Antares Stabia. 

  9. Scoglio di Rovigliano (distanza 6,4 Km) 

    Lo Scoglio di Rovigliano si trova nel Golfo di Napoli di fronte alla foce del fiume Sarno a confine tra Castellammare e Torre Annunziata.


    Lo scoglio di Rovigliano è formato da roccia calcarea ed è ricoperto da depositi eruttivi del vicino Vesuvio
    Originariamente, prima dell'arrivo dei romani, lo scoglio si pensa sia stato emporio fenicio o tempio dedicato ad Ercole, difatti allora era chiamato Petra Herculis. Nel 938 d.C. vi si edificò un convento, mentre nel 1564, fu trasformato in fortezza di avvistamento contro le incursioni dei pirati turchi. 

 

 

 

 

 

 

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